Gli agguati della spettacolare bimba F.

BebèL'appartamento degli amici C. e N., genitori della spettacolare bimba F., è un luogo dove è bene non andare per un veloce salutino. Entrare, conversare per qualche minuto e ritornare a casa propria in un lasso di tempo ragionevole è ormai impossibile. L'ignaro visitatore bussa disinvoltamente alla porta e viene accolto con cortesia e cordialità. Convenevoli e chiacchiere introduttive vengono sbrigate in pochi secondi, cioè fino a quando fa capolino la spettacolare bimba F.. L'ingenuo ospite resta colpito dagli occhioni della piccola, frastornato la guarda e scattano in automatico ebeti sorrisetti, versacci e penose smorfie. Lei è riuscita a catalizzare l'attenzione e in tre minuti trasforma l'incauto visitatore nel suo servo della gleba, e i suoi efferati voleri diventano legge.

Ora, come già detto in precedenza quì e quì, la bimbetta F. ha due grandi passioni, il cibo, in particolare tutto ciò che può essere agevolmente spalmato sull'intera faccia e gli abiti, suoi e di chi tenta di imboccarla, ma soprattutto i capelli altrui.

Familiari, amici e conoscenti degli amici C. e N. sono tutti a rischio alopecia. Chiunque abbia una chioma di pochi centimetri non sfugge agli assalti della pargoletta; se il malcapitato ha capelli più lunghi, è rovinato; se si tratta della filosofa Ros, che ha un discreto numero di ricci, lo spasso per lei è assicurato. I mesi avanzano e la piccola F. migliora le sue performances di procacciatrice di nuove e rigogliose capigliature.

Un paio di sere fa, la filosofa Ros ha ceduto alla dipendenza e ha voluto concedersi qualche minuto con la spettacolare bimba F., meditando però di sottrarre il cespuglio agli ennesimi strattoni e sfoltimenti.

La piccola, quando ha visto entrare l'aspirante zia capellona, ha sgranato gli occhioni e ha subito steso le braccine verso la massa cespugliosa, sorridendo sdentata e pregustando con sadismo il piacere che le avrebbe procurato arruffarla e strattonarla ancora una volta.

La malvagia ziaccia stavolta però l'ha colta di sorpresa ed è riuscita con maestria a non farsi assaltare dalle paffute manine. Nonostante i ripetuti tentativi, anche durante il cambio del pannolino, la pupetta non è riuscita ad ottenere la soddisfazione a cui aspirava.

Non accettando in alcun modo la resa, l'astuta bimba F. ha deciso pertanto di cambiare strategia e ha finto indifferenza. Ha continuato a sorridere, ha gorgheggiato, si è trastullata con oggetti vari che le sono capitati a tiro e ha dato a intendere che i ricci filosofici non costituissero più per lei un interesse primario.

La zia, ben nota per essere un'allocca e svampita pollastra, ha abbassato la guardia e si è lasciata adulare e distrarre dai gridolini e dagli sguardi colorati di azzurro e furbizia della donnina. Quest'ultima, dopo qualche minuto di ben celato distacco e fasullo disinteresse, ha insinuato con delicatezza una manina fra i ricci filosofici e poi, con scatto d'atleta, ha afferrato svariate ciocche e vi si è abbarbicata senza pietà.

Alla donnina in pannolino sono stati sufficienti otto mesi per capire tutto della vita.

La filosofa Ros, alla sua età, ancora non ha capito un accidente.

E questo può dare seriamente da pensare...

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