Sensi di colpa

Quando io e il mio amore lavoravamo entrambi nella metropoli, ci concedevamo una colazione al bar prima di tapparci nei rispettivi uffici al solo scopo di incamerare l'energia sufficiente a cedere al senso di colpa senior, per il quale un normale e contenuto impegno lavorativo e un sufficiente senso del dovere sono vizi deprecabili.

Il mio amore non si lasciava intimidire però dal senso di colpa junior, per il quale una leccornia fritta e coperta di zucchero ti si piazzerà sul sedere in eterno e non la smaltirai mai più, e ordinava il dolce più godurioso della vetrina.

La sottoscritta, schiacciata da entrambi i sensi di colpa e convinta che reggere l'intera giornata con una briochina mignon l'avrebbe resa più stimabile al giudizio del suo super io, ordinava un misero caffè e un dolcino insapore e di ridottissime dimensioni.

Sembra incredibile ma nonostante le mie numerose vittorie sui sensi di colpa, non sono ancora riuscita a superare il mio senso di colpa junior e ancora non riesco a mangiare la ciambella fritta ricoperta di zucchero.

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