Il calabrese per tutti. Lezione 7

peperoncini calabresiL'amica A. e l'amico G. si sposarono circa otto anni fa nella loro amata terra calabra.

A quel tempo la filosofa Ros e il marito M. ancora non erano stati toccati dalla dea bendata e non ebbero quindi la fortuna di partecipare alle loro nozze.

Che incredibile evento mondano e culturale persero gli affiatati coniugi!

Di quel giorno memorabile essi hanno potuto ammirare solo le fotografie che i cari amici, generosamente, hanno voluto condividere con chi transita nella loro ridente casetta nel comune di S..

Una foto in particolare, in cui gli sposi abbigliati a festa sorridono felici, ha sempre attirato l'attenzione e suscitato argute riflessioni ros-sastre. L'amico G., in giacca e cravatta anziché in tuta mimetica, manteneva anche allora le sembianze e la prestanza fisica di un Bronzo di Riace, mentre la sposa, con la zazzera un po' più lunga e la carnagione sempre scura come un pezzetto di carbonella, in abito bianco e imbellettata forniva un'immagine di sè alquanto inconsueta, oltre che sembrare stralunata come un'alcolizzata a prima mattina. Come mai?

Solo grazie alla confidenza acquisita con l'amicizia, la filosofa apprendeva che la sposa, per l'intero giorno delle sue nozze, si era aggirata febbricitante in Chiesa e nel ristorante, dove i novelli coniugi calabresi avevano approntato il sano e lauto banchetto con i prodotti DOP della magnifica Calabria.

Che sciagura, povera stella! Ma, almeno, la sposa aveva delirato nella sua assolata patria...

L'amica A. ha avuto un buon motivo, di recente, per raccontare come gli appartenenti all'eccelsa etnia della culla della Magna Grecia festeggiano i matrimoni, perché suo fratello P. è convolato a giuste nozze da poche settimane:

I solitu, quandu si organizza nu matrimoniu, i famigghji e i sposi sbalestranu na para i misi prima” pausa meditativa “ma chisti non esti u casu da famigghjia mia chi è sbalestrata i natura... Quandu addunca u figghjiu du cori dissi "mi maritu", non eppimu u tempu u 'ndi ripigghjiamu ca già 'ndi vinni a frevi cu friddu... I calabrisi si sapi ca ci teninu tantu e tradizioni e stu matrimoniu non fici certu eccezioni.. anzi!! E tempi di nonni nosti i matrimoni si organizzavano 'nta casa e i mbitati si cogghienu u jornu prima di ziti pemmu cucinanu. Pecchì, pecchì 'ndannu u si perdinu i tradizioni???”.

Traduzione e considerazioni sparse:

“Di solito, quando si organizza un matrimonio, le famiglie degli sposi e gli sposi stessi impazziscono già da un paio di mesi prima dell'evento” pausa meditativa “ma questo non è il caso della mia famiglia che di natura già non è sana di mente... (N.d.A.: a volte l'amica A. stupisce la filosofa per qualche insolita e insperata presa di coscienza). Quando dunque il figlio preferito della madre (N.d.A.: per le madri calabresi l'unico figlio maschio è sempre e comunque il preferito) ha detto 'mi sposo', si è avuto appena il tempo di riprendersi dallo choc iniziale che già un nuovo malore si presentava all'orizzonte... Si sa che i calabresi ci tengono tanto alle tradizioni e questo matrimonio non ha fatto di certo eccezione...anzi!! Al tempo dei nostri nonni i matrimoni si organizzavano in casa e gli invitati si riunivano il giorno prima delle nozze per preparare insieme il banchetto nuziale. Perché, perché si devono perdere le tradizioni??? (N.d.A.: per la pronuncia dell'ultima frase si consiglia il ricorso ad un tono accorato e impetuoso, per calarsi quanto più possibile nelle vesti di un calabrese che rievoca le tradizioni familiari)".

A breve un reportage della trasferta dell'amica A. e del marito G., udite udite, nelle terre toscane per la celebrazione del matrimonio.

No, la filosofa Ros non ha sbagliato regione.

Il fratello della calabrese purosangue ha scelto una straniera come sposa, una extracalabrocomunitaria. Il fratello dell'amica A., uomo fortunato per i suoi natali e per aver emesso il primo vagito nella terra dell'Eden, con mirabile apertura di orizzonti e generosità, ha deciso di diffondere geni calabresi oltre il Pollino.

Potete immaginare individuo più avanti di costui?

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