La Ros delle Nevi

donald-duck-in-bath"Aaaargh!" un urlo disumano squarcia il sonnacchioso silenzio del sabato sera, sul tardino.

"Chi è?".

"Chi sarà mai?".

"Che è successo...?".

"L'urlo da dove proveniva?" si saranno chiesti in tanti.

"Sarà quella pazza dell'ultimo piano" avrà risposto qualche sagace condomino.

In effetti...

La Ros-sastra sabato sera aveva fatto un programmino niente male, di tutto relax.

Chiusura del Tempio della Bellezza e del Benessere e spesa al supermercato poi doccia calda, pigiamino, vestaglina, no, cappellino no, ma calzino sì e anche copertina di pile, per il consueto film sul divano di inizio weekend con il marito M., in impeccabile tuta ma con semplice maglietta di cotone sottostante, a mezze maniche, e scarpe da ginnastica. Lui è sempre un decorosissimo gentleman, sprezzante delle basse temperature del comune di S., cittadina di A...

"Amo, hai freddo? Il camino è acceso e ci sono quasi venti gradi in casa...".

"Sì amo. Io ho sempre freddo quando mi siedo sul divano, soprattutto dopo la terrificante esperienza di questa doccia" ha risposto la Ros, mentre si avvolgeva ad involtino nel pile, battendo i denti.

In generale, come mai gli uomini hanno sempre caldo e le donne no? Saranno gli ormoni impazziti ? La filosofa stavolta aveva però le sue buone ragioni per rabbrividire vistosamente.

L'operazione doccia ros-sastra prevede in primis l'accensione del caldobagno alla massima intensità, per svariati minuti, a porta chiusa, mentre lei raccoglie i vestiti da indossare nella stanza guardaroba.

Apertura fulminea della porta del bagno con richiusura istantanea, per non far disperdere nemmeno un alito di calore. Prezioso calore. Preziosissimo.

Segue apertura dell'acqua per ottenere una temperatura calda e gradevole. Il bagno diventa un hammam. Con il vapore della stanza non si vede nemmeno il vetro della cabina. Sparisce il cespuglio ros-sastro. Sparisce pure la Ros-sastra.

L'accappatoio viene steso sul termoarredo, alla cieca, così da farlo riscaldare ed essere indossato ancor prima di uscire dalla doccia, afferrandolo con un'unica manina venuta fuori furtivamente; le pantofoline vengono infilate subito dopo aver messo le zampette su un accogliente tappetino.

Un'organizzazione perfetta che prelude ad una rilassante e bollente doccia.

La Ros, sabato sera, aveva preparato tutto e deciso di rilavare anche il cespuglio, da due giorni potato dal parrucchiere M., con le dinamiche già spiegate in un vecchio post.

Oh, che meraviglia! Un'ora nel silenzio, nel calore, nella schiuma, con il solo sottofondo dello scroscio d'acqua. La Ros sorridente ha iniziato a non canticchiare nulla ma a godersi il caldo delle Maldive nel suo amato bagnetto.

Nel bel mezzo della insaponatura, le sue grida hanno infranto il silenzio del condominio. Il marito M., colto da chioccitudine e preoccupazione, ha mollato il sollevamento pesi, per correre in soccorso della sua bella.

"Amo, cosa è successo? Ti sei fatta male? Hai mandato in frantumi il vetro della cabina?".

"No!! Quest'acqua è ghiacciata!! Gli effetti dello scioglimento dei ghiacciai nella nostra doccia! Vedi che diavolo è accaduto, ti preeeeego!!! Sono tre ore che chiudo e riapro questo miserabile rubinetto!!".

"Aspetta, provo a resettare la caldaia....come va?".

"Malissimo!! Sto per morire, sappilooooo!! Fai qualcosa, amo!!!".

"Cosa vuoi che faccia...la caldaia non riparte! Aspetta che attiviamo il riscaldamento con il termocamino aggiungendo altra legna. Ci vorrà un po'! Resisti, amo!!!".

"Resisti, amo? E chi ce la faaaa! Ci vorrà un sacco di tempo! Quella maledetta caldaia...prendila a martellate! Ma porca di quella misera! Sento già che mi sale la febbre!!! ...Sento già un respiro rantoloso!!! ...Sento già un pizzicore alla gola!!! ...Sento già che gli arti non rispondono più...sarà l'ipotermia...!!!".

La Ros ha ululato dalla doccia gelida fino a quando è riuscita a togliersi il sapone con un'acqua leggermente intiepidita. Poi si è rifugiata nel freddo accappatoio e non ha lanciato le pantofoline fuori dalla finestra per non farle precipitare nel giardino dell'amica A.. Solo per questo.

Infine ha abbracciato il caldobagno e di seguito il phon, con i quali ha riscaldato anche il suo pigiama e la vestaglia.

La caldaia è morta. Non ha dato segnali di vita e ha mantenuto quella malefica lucina verde fino al lunedì mattina, come a dire "apparentemente ti faccio credere che sia tutto a posto e invece no...ihihih!".

"Dannato catorcio di appena quattro anni...che accidenti ti è preso?".

Gli affiatati coniugi sono però fortunati, per possedere il termocamino e un terzo bagno al piano di sopra, servito da un'altra caldaia, e non essere stati costretti alla cura del sudicio o alla bollitura di litri di acqua per lavarsi in una tinozza come nell'Ottocento....ma rompersi nel bel mezzo di una sacrosanta e meritata doccia ros-sastra, rottame malefico, questo no!!

"Sì, Amo, ho capito! Hai sofferto atrocemente...povera stella! Tieni, mettiti addosso pure il piumino, tieniti la borsa dell'acqua calda fra le mani, il pupazzo coi noccioli di ciliegio in testa, i guanti, la sciarpa...sembri una tenera Donna delle Nevi...!

La dolce Donna Yeti, dal di sotto della sua soffice e vaporosa copertura a strati, con gli occhioni da Bamby e il cespuglio scomposto, rannicchiata sul divano, nel frattempo sogghignava dentro di sè, immaginandosi con un martello mentre fracassava quella scellerata caldaia del piffero...

Si può almeno sognare, o no?

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