A tu per tu con un dromedario

DromedarioL'accenno all'esperienza sul dromedario dello scorso post ha fatto riaffiorare ricordi imbarazzanti nella mente filosofica.

Tanti anni fa la viaggiatrice Ros visitò tutto il sud della Tunisia su una jeep, guidata da un tunisino muto, nel senso che parlò una sola volta in tre giorni e disse una roba del tipo "aitszugh!", cioè un'espressione incomprensibile.

La tizia che ha visto la saga di Guerre Stellari anche in lingua originale, ha sempre sognato di possedere la spada laser dei maestri Jedi e di fare quattro chiacchiere con Yoda, per divertirsi a parlare con le parole messe a casaccio nella frase, non stava nei panni all'idea di visitare una casa troglodita di Matmata, magari proprio quella dove aveva vissuto Luke sul pianeta Tatooine.

Molto affascinante girare per quelle stanze sotterranee gridando: "vieni fuori, giovane Skywalker, non avrai mica paura, visto che la forza è con te e non con me?".

Durante quei giorni a zonzo fra villaggi berberi e deserti rocciosi e di sale, la Ros si spinse fino al confine con l'Algeria per ammirare le porte del Sahara.

Per la miseria, ragazzi, il deserto è proprio come lo si immagina. Silenziosissimo, caldissimo, sofficissimo.

La Ros mise le zampette nella sabbia per sentire l'effetto e non potè non stendersi in quel mare di borotalco dorato per lasciarsi rotolare giù, lungo una duna. Bellissimo. Lei cercò anche un miraggio, affinchè fosse completa l'esperienza, ma non ci fu nulla da fare. Brad Pitt non si fece vivo...

Prima che lei si accingesse ad una passeggiata sul dromedario, il cammelliere le porse una tunica e una tagelmust. La Ros riflettè su quanta gente aveva potuto avvolgersi la testa in quella stoffa, per cui decise di soprassedere sul turbante e inforcare il suo cappellino. Sulla tunica il cammelliere non volle sentire storie quindi la tizia cedette, chiedendosi anche il perchè di quell'insistenza.

Il dromedario è un animale molto curioso. Il suo masticare è un continuo roteare della mascella, snodata evidentemente, e la sua scarsa predilezione per l'acqua si avverte all'olfatto.

La filosofa Ros non sarebbe mai salita in groppa al suo dromedario senza fare conoscenza con lui. Perchè? Ma ragazze e ragazzi, voi prima di farvi scarrozzare sul groppone da un poverino, non volete nemmeno ringraziarlo e scusarvi del vostro peso?

La tizia si pose dinanzi al suo dromedario accucciato, al principio un po' in apprensione temendo che lui le sputasse sul cespuglio ma poi rilassandosi al ricordo che è il lama l'animale che sputa, e capì che lui ha davvero raggiunto l'atarassia. Il dromedario vive beato e sereno, indifferente a ciò che lo circonda, libero dalle passioni e perfettamente in pace con il mondo. Dromedario, maestro di vita...

Il cammelliere invitò la filosofa ad accomodarsi sulla bestiola; fu facilissimo salire perchè lui era a terra, in pratica. La Ros si sistemò la tunica, il cappellino, gli occhiali da sole e si sentì un'attraente donna del deserto, pronta a rifiutare innumerevoli proposte di matrimonio da arabi fascinosi, colpiti dall'aspetto florido e lentigginoso della tizia.

All'improvviso, senza mettere sull'avviso la viaggiatrice filosofa, il cammelliere diede un colpetto di frustino sul sedere del dromedario ros-sastro che in un secondo alzò le zampe posteriori. La Ros istintivamente si aggrappò al collo dell'animale e per poco non sveniva per la puzza.

Ecco, bisogna chiarire un aspetto. Dal dromedario si può cadere per due soli motivi: perdita di equilibrio, dal momento che lui solleva prima le zampe posteriori, poi quelle anteriori, poi raddrizza di nuovo le posteriori, e così via, in un continuo oscillare avanti e indietro, indi passare dal movimento ondulatorio a quello sussultorio/molleggiato, oppure per il cattivo odore.

La Ros-sastra non cadde grazie al suo karma positivo, sempre lui.

Iniziata la passeggiata, il dromedario ros-sastro si mise in fila indiana con gli altri fratelli puzzosi, generando una pestilenza in pieno deserto. La Ros tentò di mantenere un aplomb da donna avvezza a cavalcare cammelli ma mica era facile sorridere e fingere indifferenza mentre dovevi mantenerti in equilibrio, sopravvivere alla puzza, resistere al mal di mare e, non ultimo, tenere le gambe scostate dal dromedario. La Ros infatti mantenne le gambe dritte e lontane il più possibile dall'animale, in una posa davvero surreale, passando inoltre freneticamente dal calcare il cappellino al mantenersi dritta sulla sella di stoffa. Uno stress senza precedenti.

Giunti al termine della passeggiata, che durò più di un'ora, il dromedario si sedette per ribiombare nel torpore, ovviamente abbassando prima le zampe anteriori poi quelle posteriori, e via di seguito. La Ros schizzò via dall'animale come un razzo, si liberò della tunica, gridò "grazie e a mai più rivederci" al cammelliere e fuggì in albergo per una doccia, cercando di strigliarsi fino al derma.

Stesa sul suo lettino, fresca e profumata, la tizia si riprese, ma iniziò ad avvertire un certo calore all'altezza delle caviglie. Si sollevò a sedere e capì finalmente il perchè dell'insistenza del cammelliere ad indossare la tunica.

La viaggiatrice pirla Ros si aggirò per i successivi giorni di vacanza con le caviglie di un colore cangiante fra il viola melanzana e il rosso porpora. A nulla valsero le pomate e le protezioni solari 50, water proof, che di solito sulla Ros sono comunque e sempre poco proof, ma solo perchè se ne spalma un pochino e a caso e quindi si bruciacchia lo stesso. Lei è un'astuta volpina, che credete :-D!

Il suo fascino, a causa delle caviglie ustionate, subì un duro colpo e nessuna proposta di matrimonio le fu avanzata ma, a pensarci bene, se un arabo avesse offerto dei cammelli per lei, lo avrebbe preso a pedate... :-D!

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