Il teatro per Ros...un giorno si e l'altro pure

Immagine tratta dal sito www.iconfronti.itSono almeno 5 o 6 anni che gli affiatati coniugi non mettono piede in un cinema e questo non perché non amino guardare film, anzi.

Il marito M. soprattutto è un cultore. Conosce la storia del cinema e sa i fattacci di tutti i registi, anche quelli poco noti, ti sa dire come è stata girata una scena, chi era il foley artist in un film, chi truccava gli attori, perchè un'inquadratura è stata fatta in quel modo e non in un altro, e così via.

Nella loro casa ci sono un proiettore e uno schermo grande 2 mt per 1.20, che viene giù dal soffitto, grazie al quale loro si gustano i film che vogliono e tutti i popcorn e patatine che gli vanno, non necessariamente in questo ordine ;-).

L'amato sposo conserva gelosamente un autografo con dedica dei fratelli Taviani, che sua moglie gli portò a casa dopo aver svolto un servizio come sommelier ad una premiazione ai due registi. La Ros, mannaggia, non sfruttò appieno la ghiotta occasione per chiedere in cambio...qualsiasi cosa. In quel momento avrebbe ottenuto tutto, porca miseria... Nelle piccole cose si vede quando una è pirla, ahahah :-D!!

Anche la Ros-sastra è bravissima e capisce molte cose sulla cinematografia. I suoi giudizi sui film sono profondi, significativi ed estremamente formativi per chi l'ascolta. Se il film le piace lo segue fino alla fine in silenzio, salvo predirre il futuro di ogni personaggio, dicendo sempre la stessa frase: "Amo, questo farà una brutta fine...poi vedrai se non ho ragione...". Se il film non la prende, si addormenta dopo cinque minuti, e passa dalla posizione seduta a quella stesa, le gambe di suo marito diventano il cuscino e il film viene rimosso dalla sua mente per sempre.

Loro due al cinema non ci vanno più, e non solo perchè il marito M. vuole evitare di doversi portare via la moglie su una spalla mentre ronfa della grossa, con le braccia penzoloni, nell'eventualità di un film poco attraente per la sua sposa, ma per non essere disturbati dai maleducati. Loro detestano chi rompe le scatole durante un film parlando, mangiando, facendo baccano, alzandosi prima dei titoli di coda, usando il cellulare.

In realtà, questa rinuncia a loro non pesa più di tanto ma solo perchè hanno trovato una valida alternativa. Però poi...c'è anche il teatro...

Per Ros il teatro è un luogo magico. Il palcoscenico, quando si abbassano le luci, la esalta ancora prima che succeda qualcosa. Lei ammira gli attori e il loro lavoro e partecipa alla rappresentazioni, piangendo senza pudore se si commuove e spellandosi le mani quando è il caso di farlo.

Domenica sera gli affiatati coniugi sono stati a teatro a vedere End of the rainbow, con Monica Guerritore. La storia che viene rappresentata è quella degli ultimi sei mesi di vita dell'attrice Judy Garland, che morì a soli 47 anni per un'overdose di anfetamine. Certo non era una storia allegra ma la Guerritore, che interpreta la protagonista, è perfetta per questa parte. La Ros non l'aveva mai vista dal vivo e l'ha trovata deliziosa. E' molto carina, canta bene ed è in generale davvero brava. Lo spettacolo è ben strutturato e non ci si annoia, almeno per Ros è stato così.

Solo che la filosofa domenica ha maturato istinti omicidi. Una filosofa killer sarebbe diventata! Avrebbe acceso un falò sotto la poltrona di una signora che mandava sms con il suo cellulare nel buio della sala, avrebbe dato una gomitata in un occhio alla tizia accanto a lei che sbadigliava e parlottava con suo marito, avrebbe preso a randellate quelli che si infilavano il cappotto e andavano via mentre gli attori erano ancora sul palco, dando prova di una maleducazione senza precedenti. Per non parlare dei due che hanno gridato “voce!!” ai due attori che stavano sostenendo tra l'altro un dialogo animato e perfettamente comprensibile.

Facciamo un paio di considerazioni assieme...e anche due conti.

Un abbonamento a teatro non costa pochissimo. Gli stessi affiatati coniugi, non ereditieri ma lavoratori, hanno fatto delle economie su altri fronti per poterselo permettere e l'hanno sottoscritto solo per un motivo: amano il teatro, qualunque genere, e sono elettrizzati all'idea di assistere ad ogni spettacolo. Loro si preparano, si informano, leggono, prima di accomodarsi sulle poltrone, e gli sembrava naturale e ragionevole pensare che anche gli altri abbonati avessero fatto questa scelta per lo stesso motivo, eppure non è così.

Indubbiamente può capitare di non entusiasmarsi per ogni singolo spettacolo, per quanto la Ros su questo argomento non sente ragioni e sembra una bambina a Gardaland anche se deve assistere ad una tragedia :-), ma dagli atteggiamenti osservati e da qualche conversazione carpita di sfuggita, lei ha dovuto accettare che esistono motivazioni diverse dalle sue per costringersi su una poltrona, al chiuso, di domenica sera: dimostrare di essere colti, salvo poi sbadigliare mentre un'orchestra suona o mandare sms con il cellulare nel bel mezzo di un concerto, indossare qualche straccetto fimato e sperare che in giro si dica che il proprio guardaroba è davvero figo, rompere gli zebedei ai vicini ritenendosi dei gran simpatici.

E ci si riferisce a persone di mezza età, non ragazzini, magari anche insegnanti.

Non è deprimente, secondo voi? Cosa ne pensate? Non sarebbe meglio starsene a casa, al calduccio, invece di smarronare il prossimo in un teatro?

Con quest'ultima finissima espressione, la Ros vi saluta e vi ringrazia per aver letto l'intero post :-D.

 

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