La fuga è il mio mestiere

Dopo 11 ore di apertura al pubblico, mille telefonate, mille chiacchierate, mille sorrisi, arriva la sera. Quando vedo l'oscurità che cala, una calma interiore mi invade. Ma dura poco. Il pensiero dell'imminente cena mi galvanizza.

Comincio a programmare le azioni delle successive due ore. L'ansia che mi schiavizza riprende in mano la situazione. In preda a frenesia incontenibile, comincio a chiudere le sale, pulire il pulibile, manifestare una serenità apparente ma dentro di me scalpita un fuggitivo. L'ultima cliente esce e io schizzo fuori a razzo. Sento in lontananza la voce della mia socia/sorella che tenta di dirmi qualcosa...troppo tardi!