Carne alla pizzaiola

Carne alla pizzaiolaIn rete si trovano molte varianti della carne alla pizzaiola, con le olive e i capperi, con o senza origano, etc..

Questa ricetta è quella che si prepara a C., paese del padre della filosofa Ros, e lei vi assicura che è buonissima.

In casa si diffonderà un profumino delizioso e sarà difficile non cercare un pezzetto di pane da intingere nel tegame.

La filosofa Ros è un'esperta nella pulitura delle padelle, fidatevi...

Ieri sera la cuochina pensatrice preparava la cena, spignattando senza sosta. Guardando il livello di casino raggiunto nella sua cucina, pensò "abbiamo fatto 30, facciamo 31. Prepariamo anche la cena per domani sera e si puliscono i fornelli una volta sola".

Anche nell'ottimizzazione della fatica e nella salvaguardia di energie la filosofa Ros è un'esperta...

Veniamo alla ricetta. La cosa fondamentale è il taglio di carne da comprare. Quando la chef Ros deve scegliere la carne adatta ad un piatto chiede sempre conferma al cognato, R. in pubblico Bubbino in privato, vorace carnivoro e cultore della materia. Verificate quì, prego. Lui le ha assicurato che per la carne alla pizzaiola la palettina di scottona va benissimo, e la cognata Ros ha eseguito diligentemente la ricetta, senza dubbio alcuno.

In un ampio tegame, mettete abbondante olio di oliva, un paio di spicchi d'aglio, pomodori pelati, sale, pepe. Adagiate la carne, che magari volterete affinchè l'olio ricopra le fettine uniformemente, poi completate il tutto con una spolverata di origano e una abbondante di parmigiano.

Tranquilli, la Ros-sastra non ha saltato alcun passaggio, si deve mettere tutto insieme a freddo, senza soffriggere l'aglio. Sì, lo sappiamo, peccato per la musichetta dello sfrigolio, ma il profumo vi ricompenserà.

Coprite il tegame e lasciate cuocere con il coperchio fino a quando la carne non è cotta, poi scoprite un po' per far restringere il sughetto.

Prima di azzannare la carne, si può procedere ad altre due operazioni, che non si escludono necessariamente a vicenda. Affettare almeno mezzo chilo di pane per non far andare sprecato quel sugo favoloso oppure usarlo per condire delle pennette rigate. A voi la scelta.

Ovviamente viene aperto l'inciso "ode al sughetto"; con il pomodoro, in bianco, alle verdure, insomma qualunque esso sia purchè sia abbondante e siate coadiuvati da un buon pane che lo assorba a dovere o da un formato di pasta che lo "acchiappi".

Stasera, il marito M. e la sua sposa hanno optato per entrambe le possibilità. Dubitavate?

A sostegno della loro scelta, siete invitati a notare in foto la scioglievolezza del sughetto...altro che Lindor...

 

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