Colonia, tra sacro e profano

Interno del Duomo di ColoniaEcco i due affiatati coniugi alla loro prima giornata a Colonia...chilometri macinati sotto al sole, occhi irrefrenabili, pronti a guardare ovunque, e camminate a ostacoli per scansare gli infiniti lavori in corso per le strade, tra cui un paio di scavi archeologici.

La prima sosta non poteva che essere l'interno del Duomo. La Ros-sastra, senza bagaglio da dimenticare da qualche parte, era distesa e spensierata. Il marito M. pure. Un pensiero in meno anche per lui, ossia non controllare a vista quella svampita che ha sposato.

Entrare nel Duomo di Colonia è un'esperienza da lillipuziani perchè l'interno è gigantesco oltre che bellissimo.

L'impressione del giorno prima è stata comunque confermata. La mancanza di un restauro rende infatti la costruzione, anche alla luce del sole, un po' inquietante. Comunque, la visita è d'obbligo.

Si tratta della più grande chiesa gotica del Nord-Europa, oggi dedicata ai Santi Pietro e Maria, dove in un'urna, posta piuttosto lontano dalla vista, pare vi siano custodite le reliquie dei Re Magi, portate a Colonia nel 1164. Il Duomo è sovrastato da due guglie gemelle alte 157 metri e possiede anche 12 campane, tra cui la più grande al mondo tra quelle che possono ruotare completamente sul piano verticale. All'interno, cinque navate e numerose vetrate colorate, alcune risalenti al XIV secolo, lasciano davvero senza fiato.altra veduta del Duomo di Colonia

A conclusione della visita, la filosofa Ros è ritornata al caldo afro-renanio e ha guardato di nuovo verso l'altro. Dal momento che lei si chiede cose continuamente, si è domandata come mai i coloniesi, tanto attivi nei lavori cittadini, non si arrampicano sulle guglie del Duomo e gli danno una pulitina? La risposta è stata: le vertigini.

I viaggiatori, a seguire, si sono diretti senza indugi verso una delle più belle chiese romaniche di Colonia, quella di St. Martin, che vedete in una delle foto. Purtroppo il lunedì è chiusa al pubblico per cui i due hanno dovuto rimandare la visita dell'interno ad un altro giorno. Dannazione! La Ros-sastra, che programma sempre tutto, ha avuto un momento di stizza. Per fortuna la chiesa è in una zona davvero carina di Colonia, su una delle rive del Reno; inoltre la biglietteria per effettuare la crociera di un'ora sul fiume è praticamente a cinque minuti a piedi da St. Martin. Il marito M. ha subito proposto di acquistare i biglietti e attendere l'ora dell'imbarco seduti su una panchina a guardare romanticamente il fiume scorrere dinanzi a loro.

chiesa di St. Martin, ColoniaLa filosofa ha ripreso il buonuomore, ha sbattuto le ciglia sulla faccia del suo sposo per ringraziarlo della proposta e ha pregustato la gita in battello. Il marito M. invece ha tirato un sospiro di sollievo. Il suo piano ha funzionato: dirottare l'attenzione su qualcosa di diverso. Proprio come si fa con i bambini che prendono una fissazione. A volte le strategie più semplici sono quelle più funzionali.

I due si sono goduti la gita lungo il Reno, sorseggiando un tè, scattando foto e scambiando qualche parola con una coppia davvero singolare. Lei brasiliana, deliziosamente informale e con il desiderio di imparare l'italiano, lui israeliano con barbona bianca e sorriso aperto. Il bello dei viaggi è anche questo, non trovate? Incontrare persone di culture diverse. Una ricchezza impagabile!

Ultimata la crociera, gli affiatati coniugi hanno salutato la coppia appena incontrata e hanno ripreso il loro giro. Tra i quesiti posti al marito M. dalla filosofa Ros, che se per professione potesse esercitare quella di "creatrice di domande bizzarre, inopportune o semplicemente insolite" sarebbe ricca, c'è stato questo:

"Amo, secondo te, questi due di nazionalità diversa che comunicano tra loro in inglese, quando litigano, riescono a comprendersi davvero? A volte, anche parlando la lingua comune a entrambi, non ci si capisce...!".veduta da una riva del Reno

Risposta del marito M.: "Quanto è vero..!". Silenzio.

"Ehi, mi sembra di leggere un significato recondito in questo silenzio. Hai qualcosa da dire? Spara!! E' una risposta troppo succinta e sottintendo...ermetica! Mi sbaglio?" ha incalzato sospettosa la Ros-sastra.

Il marito M. l'ha guardata con aria innocente ma con un sorrisetto malizioso e le ha detto: "muoviamoci tesoro, ci aspetta il Museo del Profumo, che tu tanto desideravi vedere...!".

Il marito M. ha affinato le sue abilità di stratega in modo magistrale, non c'è che dire.

foto scattata durante la gita in battello sul RenoA Colonia c'è la più antica fabbrica di profumo del mondo dove proprio un italiano, il piemontese Giovanni Maria Farina, dalla rara dote del "naso perfetto", 300 anni fa dette inizio alla produzione dell'Eau de Cologne, battezzata così in onore della città che lo aveva ospitato. I coloniesi hanno a loro volta ricambiato ponendo una statua di Giovanni Maria Farina sulla torre del Municipio, affiancandolo ad altri illustri personaggi.

L'accesso al piccolo Museo è dal negozio posto all'angolo di un bel palazzo, Casa Farina per l'appunto, nel centro di Colonia. Una signorina italiana studentessa di Germanistica, L., è stata bravissima nel guidare i due affiatati coniugi e un'altra coppia attraverso la storia di questa straordinaria avventura. Essi hanno ascoltato rapiti la storia dell'Eau de Cologne e della famiglia di Giovanni Maria Farina, i cui discendenti giunti all'ottava generazione producono ancora oggi la fragranza che il loro capostipite rese famosa, hanno ammirato i flaconi di profumo di tutte le epoche, tra cui i plagi dell'originale fragranza come il noto 4711, la riproduzione di una distilleria dei tempi di Farina (XVIII secolo) ma soprattutto si sono divertiti a indovinare le varie essenze conservate nella "stanza delle fragranze". I due sposi sommelier hanno difeso piuttosto bene la loro reputazione di "sniffatori" e hanno fatto sfogio del loro olfatto allenato. Mica roba da poco?Casa Farina, sede del Museo del profumo a Colonia

Se andate a Colonia, non perdetevi questo Museo! In ricordo della visita, ogni partecipante ha anche ricevuto in dono un piccolo flaconcino della vera e originale Eau de Cologne. La filosofa Ros il suo cadeau lo custodisce gelosamente e di tanto in tanto sa che andrà ad annusarlo per ricordare questa bellissima giornata!

Dopo aver camminato ancora qualche chilometro, fra strade e piazze di Colonia, i due si sono andati a rifugiare in camera, dove strizzare gli abiti sudati in santa pace, abbracciare il condizionatore per una mezz'ora e cambiarsi per la cena.

Un altro schnitzel dalle dimensione macroscopiche e un fiume di birra li aspettavano!!!

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