Aquisgrana: un caffè e quattro chiacchiere a casa di Carlomagno

La cattedrale di AquisgranaL'hotel degli affiatati coniugi si trovava in una posizione strategica, sia per la visita della città di Colonia che per spostarsi in altre zone, perché loro, quando rivoltano Internet come un pedalino...son proprio bravi!

La stazione ferroviaria, infatti, a pochi minuti di distanza, ha consentito ai due viaggiatori di fare un'incursione in una città situata proprio al confine con il Belgio e i Paesi Bassi, una città importante per il suo passato e per la sua famosissima Cattedrale: Aquisgrana.

La filosofa Ros, appassionata di storia, conosce molto bene tutte le storielle su Carlomagno e il gossip che girava attorno al grande imperatore. Di quanto era un mammone, delle sue storie sentimentali da bricconcello, di come gli piaceva organizzare spedizioni militari per allargare il suo regno fino a renderlo un impero, salvo poi diventare un pio uomo in vecchiaia e andare in giro a raccattare reliquie sacre, e così via.interno della Cattedrale di Aquisgrana

Ecco quindi gli sposini partire in treno per Aquisgrana, distante da Colonia all'incirca un'ora. La Ros-sastra pregustava paesaggi da sbirciare dal finestrino e qualche chiacchiera con il suo amore in santa pace.

vetrate policrome nella Cattedrale di AquisgranaSalita sul treno, l'ispettrice sanitaria Ros, prima di accomodarsi ha tirato fuori la sua lente di ingrandimento e ha esaminato le sedute. Un animaletto saltellante ha colpito la sua proverbiale attenzione e una sola parola è uscita dalla sua bocca: "pulce...". Niente panico. Con una reazione signorile, discreta e silenziosa lei si è spostata su un altro sedile, riacquistando la serenità per l'intero viaggio...certo, come no!la Croce di Lotario

Rettifica: saltando a sua volta su un altro sedile precedentemente ispezionato, sgranando gli occhi, storcendo il naso, tirando fuori due metri di lingua per sottolineare il disgusto e gridando all'orrore, la Rossastra ha proseguito il viaggio rimanendo seduta sulla punta del sedile, di sbieco, contando ogni miglia prima dell'arrivo e lamentandosi con il marito M. per tuuuuuuuutti i cinquanta minuti, nonostante la dipartita violenta del parassita mediante spiattellamento sul finestrino.

interno della Chiesa di St. MartinScesi alla stazione di Aquisgrana, o per meglio dire, schizzati fuori dal 'pulcioso' treno, i due sposi si sono controllati a vicenda come le scimmie e solo dopo aver appurato di non portarsi dietro ospiti indesiderati si sono dedicati alla visita del delizioso centro storico della città, concentrandosi sulla splendida Cattedrale, dove sono conservati il trono e le spoglie di Carlomagno. Accidenti, che meraviglia!particolare all'interno della Chiesa di St. Martin

La Cappella Palatina, che costituisce il nucleo più antico della cattedrale, fu fatta costruire dall'imperatore come cappella privata del suo palazzo. Di forma ottagonale, vi si accede da un ingresso quadriportico. Al centro della cappella c'è un enorme lampadario, regalato a Carlomagno da Federico Barbarossa. Le volte a crociera dell'anello che circonda la cappella sono splendide e riccamente decorate.

Annesso alla cattedrale c'è il Museo del Tesoro dell'imperatore, dove la studiosa Ros ha gioito per aver visto oggetti preziosi come la Croce di Lotario, il busto di Carlomagno e le numerose reliquie religiose che l'imperatore raccolse in giro per l'Europa.

Il Museo del cioccolato a ColoniaDopo un ultimo giro ad Aquisgrana, gli sposi hanno con poco entusiasmo ripreso il treno 'pulcioso' e sono ritornati a Colonia, per ultimare le visite lasciate in sospeso il giorno precedente, ossia il bellissimo interno della Chiesa di St. Martin e il Museo del Cioccolato.

La struttura di questo Museo è molto gradevole. Un lato ovoidale che si affaccia sul fiume, una vetrata che lascia intravedere una fontana in cui scorre cioccolato fuso. Gli sposi hanno sentito l'acquolina in bocca già alla vista dell'edificio. Purtroppo però le grandi aspettative sono andate deluse. Il Museo è noiosissimo, lasciato ai turisti senza una guida e pure costoso. La sala più carina è quella dei simboli del cioccolato nella storia, cioè la Mucca lilla di Milka, la panchina con i wafer, e così via...la fontana di cioccolato

Gli affiatati coniugi, lasciando il Museo per tornare in hotel, sono stati concordi nel piangersi i 18 euro dei biglietti, mentre non hanno affatto rimpianto i 30 euro spesi per la deliziosa cenetta, innaffiata da birra fresca, che si sono spazzolati quella sera...

Alla prossima!!

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