Auschwitz e Birkenau

L'ingresso ad AuschwitzLa stesura di questo lungo post è stata affrontata all'inizio con un po' di riluttanza e Ros ci ha impiegato del tempo per scriverlo.

Rivivere l'esperienza della visita ai campi di Auschwitz e Birkenau ha riacceso nel cuore di Ros un dolore sordo e persistente, esattamente come quando ha messo piede nel primo campo, ma lei riteneva quasi un obbligo morale lasciare la sua testimonianza, che vi prega di accettare con un pizzico di comprensione, perchè dietro le parole e le notizie riportate ci sono sentimenti intensi e tantissima commozione.

La strada per giungere ad Auschwitz da Cracovia è molto gradevole.

La campagna polacca, intervallata da boschi di conifere, è bella e ben curata; le case con i tetti spioventi e i giardinetti fioriti non lasciano presagire l'arrivo ad un luogo di morte e sofferenza.Le recinzioni

Per la popolazione locale l'affluenza così massiccia di visitatori ha fornito l'occasione per creare un business anche all'ingresso dell'ex campo di concentramento, dove è possibile comprare cibo e bevande. La filosofa non si permette di giudicare ma personalmente non avrebbe potuto toccare nulla. Mentre si è ancora all'esterno ti senti già travolgere da un'ondata di tristezza, quasi tangibile.

i letti dei prigionieri ad Auschwitz. Camerate "lussuose" rispetto a BirkenauLa guida al Museo Nazionale di Oswiecim era una dolcissima ragazza che ha condotto entrambe le visite andando ben oltre le sterili descrizioni degli ambienti. Il coinvolgimento per Ros e suo marito è stato davvero molto forte e lei cercherà di riportarvi tutte le informazioni che le torneranno alla mente.valigie

Auschwitz aprì il suo cancello, con la tristemente famosa scritta "Arbeit macht frei" (= il lavoro rende liberi) nel giugno del 1940, a seguito di una conversione di vecchie caserme in campo di lavoro per intellettuali e membri della resistenza polacca. Subito dopo vi furono deportati anche prigionieri di guerra sovietici, prigionieri politici, ebrei, prostitute, zingari, omosessuali, mendicanti. Tutti coloro che i nazisti consideravano elementi "scomodi" o "anomali", rispetto all'ideale ariano.

ScarpeI visitatori vengono guidati in alcuni blocchi per osservare da vicino le condizioni di permanenza nel campo dei deportati e a visionare documenti, fotografie e oggetti a loro sottratti, che le SS non riuscirono a distruggere prima della liberazione dei pochi superstiti.acido cianidrico usato per le camere a gas

I bambini (di qualunque età, anche pochi mesi!) e i ragazzi di età inferiore ai 15 anni, donne incinte e tutti coloro che avevano più di 45 anni erano automaticamente spediti ai forni, perchè non atti a lavorare.

In alcune stanze sono state raccolti, dietro un vetro, tutti gli effetti personali delle persone che hanno perso la vita ad Auschwitz e già solo quelle immagini vi fanno star male. Valigie, con nomi e date sopra, spazzole, abiti, scarpe (in una stanza solo quelle dei bambini), protesi e capelli, una montagna di capelli, che venivano tessuti per rivestire i cappotti dei gerarchi nazisti. Orribile.

L'ingresso al forno crematorio ad AuschwitzIl campo, come sicuramente saprete, è circondato da filo spinato, a quei tempi elettrificato. I pochi muri venivano utilizzati per le fucilazioni e le torture ai prigionieri. Tante persone, non riuscendo a reggere il peso delle privazioni, delle continue umiliazioni e delle sofferenze che venivano crudelmente inflitte, si sono suicidate proprio lanciandosi verso le recinzioni.

Il marito M. e sua moglie notavano come, apparentemente, il campo di Auschwitz sembri quasi il quartiere di una piccola città, con le palazzine in mattoncini e vialetti ordinati. Oggi hanno piantato alberelli lungo le vie, quasi per cercare di edulcorare anche nel paesaggio l'aridità e la freddezza dei luoghi. Una scelta sulla quale si potrebbe discutere.Il campo di sterminio di Birkenau

Ovviamente il pensiero di Ros è andato quasi sempre ai bambini. Per lei è stato a tratti insopportabile immaginare il distacco dei genitori dai propri figli e la paura negli occhi di quegli innocenti. Pensate che uno dei gerarchi, quello che poi è stato catturato e impiccato quando sono stati liberati i pochi prigionieri sopravvissuti alla fine della guerra, viveva in una villa al di fuori del campo con moglie e tre figli, dai quali tornava ogni sera, magari dopo aver mandato a morire centinaia di persone e tantissimi bambini, coetanei dei propri.

Birkenau, altra prospettivaAd Auschwitz è possibile entrare in uno dei forni. Ros, il suo inseparabile fazzoletto e suo marito si sono fatti coraggio e hanno deciso di entrare. Parlare di camere a gas, come le potremmo intendere noi, non è proprio esatto. La procedura era la seguente. In una sala venivano stipate centinaia di persone, donne, uomini e bambini, tutti svestiti. Chiuso l'accesso dall'esterno, da alcune bocche poste sul soffitto veniva lasciato cadere, sotto forma di innocui sassolini bianchi, acido cianitrico, contenuto in forma stabilizzata in un prodotto chiamato Zyklon B, già in commercio come derattizzante e disinfestante. Questo acido, alla temperatura di 25° Celsius, facilmente raggiungibili in un ambiente così compresso e pieno di gente, diventa letale per gli esseri umani perchè ne blocca le funzioni respiratorie. I cadaveri, ai quali si estraevano prima eventuali denti d'oro, venivano poi spostati nei veri e propri forni dove, alternando un corpo femminile e uno maschile con pezzi di legno, si procedeva alla cremazione, in un numero che agghiaccia anche solo a pensarlo.Una delle baracche. Al di fuori uno dei carri utilizzati per il trasporto dei cadaveri e, all'occorrenza, del pane.

Dopo la visita ad Auschwitz, il gruppo è stato condotto in autobus a tre chilometri di distanza, nel campo di sterminio di Birkenau, quello che avrete visto in molti film sull'Olocausto, che ha il binario all'interno delle mura, per facilitare il raduno dei deportati all'interno del cortile. La deportazione avveniva infatti in vagoni piombati, in ognuno dei quali venivano rinchiuse anche 100 persone, a cui si diceva di portare cibo e acqua per tre giorni, quando il viaggio durava molto di più. Molti non arrivavano vivi al "campo per famiglie" come, mentendo, lo definivano i nazisti.

L'interno di una delle baracche a BirkenauEcco, Birkenau è un posto decisamente più terrificante di Auschwitz perchè fu concepito dal principio come lager per lo sterminio di massa, quella che fu chiamata la "soluzione finale della questione ebraica".

Il campo, molto più esteso, divenne operativo nell'ottobre del 1941 e comprendeva ben 4 forni crematori e baracche costruite in legno, freddissime d'inverno e asfissianti d'estate. Oggi restano poche casupole e delle altre solo i camini, perchè in pietra.

Entrare all'interno delle baracche è devastante, così come ascoltare le tante storie sulla vita, parola grossa, che conducevano i prigionieri. Centinaia di persone denutrite, costrette a dormire su tavole di legno, lasciando quelle sul pavimento ai moribondi, così da trasportare i cadaveri più facilmente all'esterno, o per meglio dire, ciò che rimaneva dopo l'assalto dei topi.complesso di Auschwitz/Birkenau

Chiaramente, in un luogo dove lo scopo era sterminare, non aveva alcuna importanza che la gente potesse morire di freddo, di fame, di stenti, di malattie. Lo stesso carro che veniva usato per trasportare i deceduti, serviva anche per portare il pane dal forno alle baracche. Birkenau era un vero inferno e mette i brividi.

Ancora un'immagine dell'interno di una baracca a BirkenauIn un punto del campo ci sono le rovine di uno dei forni, fatto saltare in aria da alcuni detenuti, puniti ovviamente con la morte; accanto, una sorta di stagno dove venivano riversate le ceneri delle cremazioni.

Poco distante una fila di lapidi, tra cui quella in italiano, a ricordo dei milioni di morti per mano dei nazisti. Ogni lapide riporta lo stesso testo nelle lingue di tutte i caduti dell'Olocausto e ogni anno, a Birkenau, si commemorano le vittime con una cerimonia a cui partecipano le più alte autorità polacche.rovine di uno dei forni crematori

La descrizione dei campi che la Ros vi ha riportato e qualche informazione che forse anche voi non conoscevate, sono comunque solo una piccola parte di tutto ciò che Auschwitz e Birkenau rappresentano.

Targa in italiano per la commemorazione delle vittime dell'OlocaustoAnche se con grande sforzo, anche se sicuramente starete male come Ros e suo marito, in un eventuale vostro viaggio in Polonia, non rinuciate alla visita. I nazisti hanno tentato di distruggere non solo la vita di queste persone ma anche la dignità, il nome, i loro volti, la loro memoria. Beh, non ci sono riusciti. Le fotografie e le ricostruzioni hanno permesso di risalire ad ognuno dei deportati. Li si può guardare negli occhi, si possono leggere nomi e date di nascita, nazionalità. Sono trascorsi più di 70 anni dall'inizio della guerra e ancora oggi si commemorano le vittime dell'Olocausto, un milione e mezzo di persone, delle quali sopravvissero solo circa 7000. Ros è felice di poter dire che ha condiviso con loro qualcosa. Se potete, un giorno, fatelo anche voi. Sarà come poter dire tutti insieme che i nazisti hanno perso, e non solo quella maledetta guerra.

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